Lorenzo Piemonti “Inediti”

La mostra di Lorenzo Piemonti presso la galleria Cart di Monza, riveste un importante significato in quanto prevalentemente incentrata su un nucleo di opere (realizzate tra il 1970 e il 1980) inedite al grande pubblico. Ciò vuole essere uno stimolo per approfondire la conoscenza di un artista che in sessant’anni di attività, ha studiato, prodotto e contribuito all’evoluzione artistica del nostro paese
Questa è l’introduzione di Maurizio Calvi  per la mostra “Inediti“, opere di Lorenzo Piemonti presso la Galleria Cart 70-10 di Monza.

Un’articolata retrospettiva dell’opera di Lorenzo Piemonti, artista di rilevanza internazionale il cui lavoro si è sviluppato dagli anni cinquanta fino alla sua scomparsa nell’ottobre 2015. L’opera di Piemonti, dopo le esperienze figurative degli anni cinquanta del secolo scorso, si indirizza, con il ciclo degli “ovali”, verso lo studio di una forma pura che emerga, distaccandosene, dalla superficie pittorica piana. Il superamento della componente rappresentativa di elementi naturali per il tramite degli ovali viene ulteriormente sviluppato da Piemonti anche grazie alle sue esperienze in Svizzera degli anni ’70, nonché alla frequentazione di Max Bill, Camille Graeser e Richard Paul Lohse. L’approccio alla pittura diviene così concreto e geometrico, mentre l’uso del colore è disciplinato da regole percettive precise. Questi elementi necessariamente legati da una rigorosa progettazione hanno caratterizzato gli interventi artistici, che negli anni hanno spaziato dalla pittura, alla composizione bidimensionale, divenuta quest’ultima in alcune occasioni un elemento scultoreo per spazi pubblici. I lavori di Piemonti richiedono un esercizio di attenzione, poiché la loro complessità genera l’armonia che si può cogliere a pieno seguendo lo sviluppo di linee, piani e colori. Non a caso l’artista stesso considerava il suo lavoro un’espressione spirituale, libera da riferimenti naturalistici, ma ben percepibile a livello sensoriale. Ed è proprio l’elemento sensoriale che connota l’opera di Piemonti, tanto è vero che anche quando il rigore geometrico è massimo (possiamo pensare al Cromoplastico bianco del 2002 o ad Accelerazioni del 1985) la percezione della componente figurativa e l’empatia verso l’opera sono immediate; la geometria è trasposta sul piano sensoriale della bellezza coniugando così nell’oggetto d’arte il pensiero sottostante e la valenza estetica che lo riveste, che ci consente di trasporre il piano intellettuale e filosofico nelle arti visive.

Il rapporto tra pensiero e manufatto artistico è un argomento che probabilmente interessa più l’appassionato che l’artista, infatti per quest’ultimo il pensiero confluisce spontaneamente nell’opera, mentre il fenomeno non è così evidente per chi “legge” opera e pensiero dall’esterno e spesso a posteriori. La trasfigurazione del segno in armonia, ben oltre la tecnica e il tempo, è la matrice che consente di valutare la validità del percorso artistico di Lorenzo Piemonti e l’attualità di un pensiero, ricorrente nel mondo dell’arte, che ha posto l’arte visiva su un piano di indipendenza dall’elemento naturale, senza rinunciare ad entrare in sintonia con il fruitore dell’opera tramite il ritmo insito nell’opera stessa, che assume così una connotazione classica. È di assoluto interesse il fatto che l’artista stesso sostenesse l’importanza di offrire con alcuni lavori
(tipicamente i multipli che stavano così a cuore a Piemonti) la possibilità di modificare l’opera spostando alcuni moduli geometrici colorati, così che, ancor più che con lo sguardo, fosse possibile entrare nello “spirito del gioco”. Tra le opere intitolate multipli (ma in realtà quasi sempre pezzi unici) ricordiamo “multiplo d’angolo” nelle sue declinazioni in cartoncino fustellato, colorato e imbustato (cm 40×40 del 1970) e in supporti metallici cui si applicavano magneticamente delle tele 24×24 (cm. 72 x 72 – 1972). La mostra, veramente ricca di contenuti, affronta alcune tematiche care all’artista: gli ovali, i cromoplastici, le composizioni geometriche ed i famosi “manichini”, con varietà di tecniche e di supporti; il percorso espositivo è stato pensato unitamente alla cara Signora Francesca Noemi Moscardo, moglie di Lorenzo Piemonti, che ha sempre vissuto l’arte del marito, quale prima fruitrice e interprete: il che rende veramente speciale questo evento.
Testo di Riccardo Bianchi

Lorenzo Piemonti "Inediti"
 dal 14 al 30 novembre 2017
 Galleria Cart 70-10
 via Sirtori 7
 Monza

Inaugurazione 14 ottobre 2017 ore 18.00