PADIGLIONE TIBET un ponte di cultura e libertà

Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi,

Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, da sempre si è posto come un ponte sensibile tra la cultura Occidentale e quella Tibetana densa di affascinanti e mistiche suggestioni spirituali, linguistiche ed artistiche. Un ponte, un passaggio da Est ad Ovest, che crei quella sfumata ma necessaria vibrazione poetica per interagire e comprendersi. Padiglione Tibet: ponte fra culture.  Gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet sono intervenuti con delicate strutture filiformi, messaggi poetici di straordinaria forza spirituale e creativa…. l’anima si eleva con le coinvolgenti preghiereopere che nella mostra creeranno passaggi, paesaggi, sensazioni visive, tattili, in certi casi anche olfattive. Opere inedite che attendono di essere osservate ed ascoltate, ognuna portatrice di messaggi silenti, ma al contempo voci chiare ed esaustive di ogni singolo artista partecipante:

Peter Hide 311065

Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi Lorenzo Bluer, Carla Bertola Mariella Bogliacino – Fernando Montà Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi Giglio Frigerio Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici – Loredana Manciati – Tiziana Priori – Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese (A. Bandirali, V. Bellea, R. Bertrecchi, E. Broccatoletti, G. Castiglioni, G. Colmenares, G. Colombo, R. Cozzi, R. De Vittori, M. Di Giovanni, A. Franzetti, F. Genghini, M. Goetze, R. Marrani, E. Milesi, S. Naccache, A. Nicora, L. Pasquetti, V. Rampinini, A. Tortoreto)  Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma – Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando – Mario Quadraroli Roberto Scala K7, Alessandra Finzi Gianni Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo   Angela Marchionni, Oriana Labruna, Silvia Lepore – Sandro Pellarin, Giulia Niccolai Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda e Roberto Testori.

Isabella Rigamonti

Così come le significative opere-video di Satish Gupta presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The  Arts, Francesca Lolli e Marco Rizzo.

Dopo aver attraversato l’intreccio delle Lung-Ta si potrà accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell’animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.

Il percorso prosegue con un altro evento sotto il grande ombrello di Padiglione Tibet: Time Travellers in Venice, curato da Roberta Reali, project assistant Anna Maria Griseri, in cui saranno esposte opere di Tashi Norbu – tra gli artisti tibetani contemporanei di maggior successo – e del suo 9 Pillars Contemporary Art Studio di Amsterdam. La mostra prevede l’omaggio a Tenzin Rigdol e Gonkar Gyatso, che reinterpretano la pittura tradizionale tibetana nel lessico quotidiano dell’era post-industriale. Lo slancio della comunicazione tra oriente e occidente è espresso dai Le Brothers (Le Ngoc Thanh e Le Duc Hai) con video performances radicate nella coscienza contemporanea del Vietnam buddhista; la videomaker Lala Lharigtso presenta con il regista Donagh Coleman A Gesar Bard’s Tale, storia del poeta e veggente Dawa ambientata nel Tibet d’oggi. L’Ici Venice (International Cultural Institute) partecipa con il documentario di Anne e Ludovic Segarra Bhoutan: un petit pays possedé du ciel (1972), il primo realizzato in quel paese. Maurizio Pizzo, scenografo e origamista, presenterà workshop a tema.

Dalle sale Padiglione Tibet si estende al giardino presentando Atman (dal sanscrito “essenza” – “soffio vitale”) opera inedita site specific di Robert Gligorov realizzata appositamente per il padiglione e curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Uno spazio racchiuso e silente, una sorta di giardino segreto che si ispira ai cimiteri anglo-americani dove croci bianche sono piantate direttamente nel prato, ma in cui la croce cristiana è sostituita dall’antico simbolo della svastica tibetana che rappresenta il sole. L’installazione evidenzia il concetto di appartenenza per suscitare una discussione storica e semiologica. Attestazione di memoria che appartiene ad una tradizione che ha sempre cercato la spiritualità e la conoscenza.

Padiglione Tibet sarà anche presente il 17 giugno all’evento Venice Art Night, di cui verrà fornito un programma più dettagliato in seguito, con l’apertura straordinaria fino alle ore 23.00.

Altri significativi appuntamenti sono previsti il 14 maggio con il live painting di Tashi Norbu accompagnato dal recital di musica e poesia di Federica Artuso (chitarra) e Nicoletta Confalone (voce) ed il 6 Luglio, data in cui si celebrerà l’82° compleanno del Dalai Lama.

INFO
 PADIGLIONE TIBET
 durante la 57° Biennale d’arte di Venezia
 Palazzo Zenobio Fondamenta del Soccorso 2596 - Venezia 
ENTRATA LIBERA 
10 maggio – 10 agosto 2017 
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 - chiusura: lunedì 
inaugurazione 13 maggio ore 18.00 
www.padiglionetibet.com