SALVATORE GREGORIETTI Un progetto lungo cinquant’anni

Giovedì 9 novembre alle 18.00 alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli a Milano (Viale Pasubio 5)

sarà presentato il volume edito da Skira  SALVATORE GREGORIETTI Un progetto lungo cinquant’anni.

Dedicato al grande designer Salvatore Gregorietti, il volume è curato da Alberto Bassi e Fiorella Bulegato in collaborazione con Matteo Gregorietti. Saranno inoltre presenti Massimiliano Tarantino, Segretario generale della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, i curatori e gli autori dei contributi pubblicati.

L’attività professionale di Salvatore Gregorietti consente non solo di indagare in maniera scientifica il suo lavoro, ma di mettere a fuoco alcuni temi e questioni che connotano mezzo secolo di grafica italiana. Questo volume ne offre una ricostruzione storica e analitica che risponde a precise intenzioni di metodo. L’esame del lavoro di Gregorietti, diviso cronologicamente in tre parti in modo da farne emergere le sfaccettature, gli anni della formazione, la collaborazione con Unimark e l’esperienza di Gregorietti Associati, è stato affidato a un gruppo di studiosi e specialisti nonché a testimoni di un percorso di vita, scelti in relazione alle diverse conoscenze e competenze. Inoltre proponendo un ricco regesto, strutturato per decenni suddivisi per ambiti d’intervento, ci si prefigge di ripercorrere puntualmente la sua attività fornendo indicazioni, il più possibile esaustive, sui singoli progetti. Il ricco apparato iconografico che accompagna sia i contributi di studio sia il regesto, inedito nelle modalità di ricostruzione visiva, fornisce infine una ulteriore possibilità di analisi e comprensione dei progetti di questo grande designer.

Salvatore Gregorietti (Palermo, 1941), dopo aver frequentato la Kunstgewerbeschule di Zurigo, diventa a Milano assistente di Massimo Vignelli che, dalla metà degli anni sessanta, lo coinvolge come socio in Unimark International, la “multinazionale” del design operante in Italia. Qui, maturando l’esperienza che compie a La Rinascente con Adriana Botti e con fotografi come Serge Libis, Aldo e Marirosa Ballo e Oliviero Toscani, Gregorietti combina il rigoroso metodo di coordinamento d’immagine caratteristico della dimensione internazionale di Unimark con l’abilità a guidare la narrazione fotografica, approdando spesso a ruoli di art director. D’altra parte, interpreta sensibilità provenienti non solo dalla cultura del tempo ma anche da influenze personali: il liberty e il déco così come il mondo dei fumetti e dell’illustrazione veicolato dalla lunga collaborazione con Milano Libri – sua è la rivista “Linus” dall’esordio nel 1965. Deriva da questa impostazione una flessibilità nel linguaggio espressivo e negli ambiti d’intervento che emerge, ad esempio, nei lavori editoriali per Sonzogno, Bompiani, Emme edizioni, Feltrinelli o per le riviste “Ottagono” e “Casa Vogue”, e in quelli per Cassina, Brionvega, Valenti, la Biennale di Venezia o l’Istituto Bancario San Paolo. Sistematizzato nel 1988 nel libro La forma della scrittura, elaborato con Emilia Vassale e scaturito dall’esperienza didattica compiuta a Carrara, il “metodo” non cambia anche quando fonda Gregorietti Associati, assieme al figlio Matteo, e dal 1989 lavora per Benetton (ancora in sodalizio con Toscani), Prénatal, Croff, Gavazzi o Gruppo Iris-Fiandre, per editori come Feltrinelli, Sylvestre Bonnard, Archimede edizioni, Anabasi, Le Vespe e, dopo il duemila, per istituzioni come il Museo Poldi Pezzoli o la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.