UNA VISIONE OLTRE: GLI EVENTI ARTISTICI

INTERVENTI VIDEO, SONORI E PERFORMATIVI

Le suggestioni innescate durante la master class di aprile verranno tradotte in una produzione artistica e presentate in una serie di eventi in luoghi significativi della città, utilizzando le diverse componenti del suono, le immagini in movimento, la performance e il coinvolgimento del pubblico.
Una visione oltre è stato uno dei progetti selezionati dal bando Culturalmente 2015, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ed è ispirato alla figura dell’illustre adriese Luigi Groto, drammaturgo e poeta del ‘500. Organizzato e promosso dalla Pro Loco di Adria, il progetto vede impegnata la figura dell’artista di fama internazionale Stefano Cagol, nel duplice ruolo di artista performativo e mentore per giovani artisti under 35

UNA VISIONE OLTRE

13 maggio, venerdì, h. 17.30
Museo Archeologico nazionale di Adria
Via Giacomo Badini 59, Adria

Visibile e invisibile. I visitatori sono invitati a percorrere un itinerario nella memoria più profonda e arcaica, tra sentire intimo e collettivo, attraverso performance e interventi sonori.

Drunkenrabbit, Linda Ferrari CIRCLE, performance
La performance indaga l’assenza di confini e il concetto di non luogo, ambiente che sempre più si viene a creare nell’era contemporanea: conviviamo quotidianamente in spazi virtuali e la libertà che ci viene concessa – apparentemente illimitata. Più grande è l’effimero senso di onnipotenza che sentiamo nelle nostre mani, più piccoli, ristretti e controllati sono invece i nostri reali confini. All’interno di questa perlustrazione (macrocosmo) ecco l’indispensabile necessità di prendersi cura di noi stessi (microcosmo). Gestualità essenziali per sopravvivere in un’era senza più delimitazioni.

Mattia Pajè, Mattia Pajè CALL, performance, corni bovini, suono
Il suono del corno è un arcaico richiamo, un annuncio di una solennità latente. Così come gli antichi etruschi si avvalevano del suono per comunicare dove la vista non arrivava, anche oggi l’udito trova subito il risuonare del corno, mentre la vista è ancora impedita. Nel parco del Museo Archeologico due performer nascosti tra le fronde degli alberi soffiano alternatamente nel corno, in un dialogo sonoro, un richiamo perpetuo che sollecita i presenti all’attenzione.
Collaborazione: suono secondo corno Filippo Marzocchi Filippo Marzocchi

g. olmo stuppia, G Olmo Stuppia LA FIABA, installazione audio
Attraverso la trasformazione di alcuni elementi “giacenti” nel giardino del Museo, l’installazione Fiaba “terremota” l’immobilismo della pietra, dandole voce: una narrativa ove i protagonisti sono due cittadine e un cittadino adriesi: Benetta Barbujani, Sandra Benedetti e Antonio Lodo. Rileggendo Groto essi infatti partecipano, con suggestioni pure personali, ad un “melange” tra alcuni estratti del Cieco assieme alla celebre Fiaba di J. W. Goethe. La voce dell’artista si situa sulla soglia tra gli interventi, instaurando una mimesis delle forme sonore che proponga alla ricezione più livelli interpretativi, spostando il significato ultimo della poesia del Cieco verso la multiricettività dei tempi odierni. Una memoria della pietra cangiante.

Il Museo:
Il Museo è scrigno di antichità e simbolo della plurimillenaria storia cittadina. Un luogo di riflessione sul valore della memoria. Qui riaffiorano le testimonianze di un’epoca lontana, quando la terra tra i due fiumi era così importante da dare il nome del suo porto principale a un intero mare. Il giardino/bosco del Museo diviene un luogo filtro tra il presente e la storia. Un punto sospeso nel tempo e vicino alla natura dell’uomo.
UNA VISIONE OLTRE

13 maggio, venerdì, h. 21
Piazza Garibaldi, Adria

Visione e cecità. La Piazza è contemporaneamente luogo centrale della città, simbolo identitario per i cittadini, con la presenza dell’antica Torre civica e della chiesa cattedrale, e il luogo dov’è nato Luigi Groto e dove sorgeva la sua casa. Al suo centro performance e installazioni che utilizzano il linguaggio di danza, musica e video.

Filippo Marzocchi, Filippo Marzocchi STILL LIFE, installazione e videoproiezione
Un grande schermo viene montato nella piazza principale della città di Adria in occasione di un evento al quale prenderanno atto delle performance musicali e di danza. Lo schermo è posizionato di fronte alla veduta principale della scena in modo da negare la visione agli spettatori.
Una videocamera riprende ciò che avviene dietro alla struttura proiettando sullo schermo in tempo reale e in scala reale gli eventi, che normalmente sarebbero visibili senza il video.
La veridicità delle immagini è dunque messa in discussione, ponendo lo spettatore di fronte alla rappresentazione della realtà circostante invece che alla realtà stessa.
Collaborazioni: schermo realizzato da Chiara Guadagnini
Chiara Guadagnini

Giovanna Chiarato e Cristiana Franzoso, Giovanna Chiarato
IO VEDO, performance di danza [prima assoluta]
La coreografia è stata creata da Giovanna Chiarato e Cristiana Franzoso seguendo le suggestioni arrivate dallo stesso Stefano Cagol, individuando principalmente tre momenti o meglio tre visioni della cecità: il fidarsi e affidarsi all’altro come aiuto e sostegno; il sogno, dove la cecità non ci vieta di vedere ciò che desideriamo e infine la volontà di vedere liberandosi da qualsiasi impedimento, costrizione, limitazione.
Interpreti: Tommaso Carletti, Ilaria Bonato, Silvia Zanotti, Maral Shoul-Zarghani, Chiara Fantinati, Enrica Lionello, Simona Bocchio, Francesca Pezzolato, Valeria Krasnolobova
Musiche: atto I: Arvo Part, ” Symphony N°4 – “Los Angeles”: III Deciso; atto II: Steve Reich, “Music for 18 Musicians”: Pulses; atto III: Arvo Part, ” Symphony N°4 – “Los Angeles”: II Affannoso

Simona Gatto, Davide Gazzato, Sol Edad UNA VISIONE OLTRE, performance musicale [prima assoluta]
Il duo Ephemeris nasce dall’incontro di Davide Gazzato (liuto, arciliuto, tiorba, flauti, voce) e Simona Gatto (voce, percussioni, flauti, lira) nell’ambito dei seminari di Musica Antica del Conservatorio “B. Marcello” di Venezia. Il repertorio proposto, di matrice rinascimentale e barocca con influenze popolari, è rielaborato in forma originale.
Nella personalissima interpretazione musicale di “Una Visione Oltre” agli strumenti a pizzico e a fiato dell’epoca si affianca l’utilizzo di elettronica e loop station.
Musiche di John Dowland, Claudio Monteverdi, Thomas Campion, tradizionali sefardite e del sud Italia.

Una Visione Oltre, AS IT IS, videoproiezione, microscopio USB, incisione antica
Un’analisi del microcosmo nel macrocosmo: un piccolo segno compone un insieme di segni portatori di senso nel disegno. Un microscopio USB analizza ingrandendo a dismisura, tramite un proiettore, i segni di un’incisione antica – “La diocesi di Adria” (1788) – che illustra i territori del Delta, dove ogni suo microscopico frammento diviene fulcro di attenzione trasformandosi in soggetto dell’opera. Ciò che a occhio nudo risulta invisibile, raccolto in una figura, viene scollegato e scomposto, portando l’attenzione dello spettatore dal generale al particolare, una piccola unità che compone l’insieme.

La piazza:
La casa del Groto, che sorgeva presso l’attuale Piazza Garibaldi, venne abbattuta nel 1694 per far posto all’Ospedale Civico dei Poveri. Nel 1813 l’ospedale, che aveva una piccola torre con campana, venne demolito per far posto al Teatro Nuovo. Nel 1819 venne costruita la facciata laterale del teatro con la torre dell’orologio contenente la campana del vecchio ospedale; il teatro funzionò fino al ‘19, poi venne assorbito da nuove costruzioni, la torre è quella originale del 1819.

UNA VISIONE OLTRE

14 maggio, sabato, h 22.30
Giardini Zen (dietro al Teatro Comunale)
Via Terranova 24, Adria

Oltre il teatro. Nel giorno della ri-apertura del Teatro Comunale, l’evento vuole essere un omaggio degli artisti e dei cittadini a Luigi Groto, che alla drammaturgia votò la propria vita. Protagonisti sono un video e una performance visibile solo da lontano.

Saverio Bonato, Saverio Bonato WATCHING THE UNSEEN, performance e installazione
L’opera è realizzata dall’artista all’interno di un cortile di una casa abbandonata dietro il Teatro, a fianco dei giardini Zen, da dove è visibile.
Su alcune lastre metalliche con la tecnica della saldatura ad arco con elettrodo rivestito verranno disegnate delle composizioni casuali. La luce proveniente da questa operazione è una delle più pericolose per l’occhio umano, in quanto lo espone alla luce blu, a raggi ultravioletti e infrarossi.
L’artista apre allo spettatore e lo invita a partecipare alla visione della creazione dell’opera stessa in rapporto. Con i limiti di osservazione che questa azione comporta.

Giacomo Bolzani, Giacomo Bolzani RESILIENZA, opera video
Una pupilla in primo piano. Cecità personale e del suo tempo non hanno impedito a Luigi Groto di operare brillantemente per la cultura e il territorio, che, grazie a lui, furono capaci di vedere maggiore civiltà.
Il progetto vuole sottolineare l’importanza di saper superare le più grandi barriere, non solo materiali, per raggiungere importanti risultati: dall’alluvione dei propri possedimenti terrieri alla perdita della vista, fino alla costrizione all’abiura. Eppure Groto riuscì a essere oratore, letterato, nonché rappresentante del proprio territorio relativamente alla nota questione del taglio del Po (1569). Traguardo, quest’ultimo, particolarmente lungimirante, che continua a far sentire la propria influenza sui nostri tempi più recenti.
Il titolo “Resilienza” richiama proprio la capacità di affrontare e superare un evento traumatico.

Il teatro:
Il Teatro Comunale del Popolo sorge prospiciente il ramo cittadino del Canalbianco. Venne progettato dell’architetto Giovanni Battista Scarpari in linea con i canoni della scuola architettonica degli anni trenta. Venne inaugurato nel 1935 con il “Mefistofele” di Arrigo Boito, diretto da Tullio Serafin (Interpreti furono per l’occasione Tancredi Pasero, Giovanni Malipiero, Rosetta Pampanini, Giulietta Simionato, Lamberto Bergamini, Sara Scuderi e Serafina Di Leo. Ora il Teatro riapre al pubblico dopo gli interventi di restauro.

UNA VISIONE OLTRE

15 maggio, domenica, h 21
Septem Mària Museum
Via Capitello 11, Adria

Elogio della luce. Un’installazione con utilizzo della luce e una performance collaborativa fanno parte di un evento collettivo che concluderà in una “festa dell’arte e della visione oltre”.

Chiara Guadagnini, Chiara Guadagnini PRATO, performance collaborativa
L’artista è dà vita a una performance che coinvolge la partecipazione del pubblico, invitato a “scrivere quanto vede ad occhi chiusi”.
Si frangerà l’onda color del limo sulla terra fertile rendendola sterile. E l’eterno respiro del fiume si fonderà ai lenti passi dei buoi carichi di lacrime e di dolore di chi cerca altrove sostegno. Ma un futuro, visto da chi vista non aveva, separa la terra dall’acqua riportando la perduta luce in quei territori sui quali ancora oggi noi camminiamo, una patria artificiale, frutto dell’immenso lavoro di migliaia di uomini di cui non si ha più memoria, i primi attori della vicenda delle bonifiche.

Filippo Marzocchi, Filippo Marzocchi MEGLIO DENTRO CHE FUORI, videoproiezione
Un video è proiettato in grandi dimensioni in uno spazio pubblico dove l’osservatore è attratto da lampi luminosi a frequenza crescente. Le immagini riprodotte sfruttano il fenomeno fisico della persistenza retinica dove, stimolando la retina, è possibile imprimere figure nell’occhio per diversi secondi dopo che la fonte luminosa è cessata.
Il video ricerca la capacità di spostare la normale fruizione dell’opera attraverso la creazione di fenomeni che favoriscano la cognizione di immagini all’interno del corpo.

Compagnia Teatrale El Tanbarelo, 1500, performance di lettura
Il pubblico viene coinvolto in una performance di lettura in costume d’epoca che avviene in più momenti successive nel corso della serata. Protagonista è una selezione di corrispondenze di Luigi Groto, suggerita dal Prof. Antonio Lodo, che richiama l’atmosfera di quell secolo ed evoca l’acuta capacità di “vedere” e interpretare quanto lo circondava sviluppata da Luigi Groto, come esempio simbolico di lungimiranza.

Stefano Cagol, Stefano Cagol SETLIST, selezione musicale
da SUB. Stefano Bernardi (2006) Bolzano; da Hyponofolk. Pierto Russino (2010) NYC; da Muito N.D.B.. Ninos du Brasil: Nico Vascellari, Nicolò Fortuni, Riccardo Mazza (2012) ITA; da Craco. Hauschka (2014). DE; da 604. lady tron (2000) L.A.; da Reciclatge. My Name is Ann (2007) Praha; da #1. Fisherspooner (2001) NYC; da Collage #1. James Tenney (1961) San Francisco

Il museo:
La denominazione Septem Mària fu coniata da Plinio il Vecchio nel I sec. d. C. per indicare la zona del Polesine caratterizzata da molti corsi d’acqua navigabili e comunicanti con il mare. Nel 1569 Luigi Groto pronunciò davanti al Doge Loredan un’orazione per sollecitare l’attuazione del taglio di Porto Viro, per regolare le acque del Delta del Po e per evitare l’interramento di Venezia. Si è formato così il Delta come lo vediamo ora, costituito da terre poste a un livello inferiore a quello del mare e, pertanto, conservate da macchine della bonifica, come quella visibile presso il Museo.